Trail in Israele

luglio 20, 2011

Giugno  26, 2011

„Dove passate la notte? Quanto pesa il vostro zaino? Quanti soldi avete con voi? Quanti chilometri camminate ogni giorno? Dove e che cosa mangiate?”.  Alcuni scolari, mentre salivamo sul monte Tabor, ci hanno fatto queste e molte altre domande. Quando in autunno torneremo in Svizzera saremo contenti di raccontare le nostre esperienze in scuole, chiese e altre istituzioni. Anche noi abbiamo già profittato dell’esperienza di altri. Quando in Israele ci siamo trovati per la prima volta davanti a un cinghiale, il nostro cuore ha cominciato a battere più forte. Poi ci siamo ricordati del libro di Judy Pex. Assieme a suo marito ha percorso 940 km da Elat nel sud fino al confine libanese nel nord e ha messo per iscritto le sue impressioni. Più tardi il diario di viaggio venne tradotto dalla casa editrice Ingeborg Beyeler-Blum (titolo in tedesco: “Der Israel Trail”). In questo libro aveva anche scritto che i cinghiali possono attaccare gli uomini. Ma quando, in almeno cinque località diverse, i cinghiali avevano preferito darsela a gambe, abbiamo tranquillamente piantato le nostre tende a cielo aperto. Di notte, alle una e mezza, abbiamo sentito che un cinghiale stava correndo verso la nostra tenda e si era fermata proprio davanti. Hanspeter aveva lampeggiato un po’ con la torcia e già l’animale aveva deciso di andarsene. Poco dopo anche un altro cinghiale aveva voluto scoprire chi osava dormire all’aperto sotto il cielo stellato.

Un paio di giorni prima avevamo incontrato, visitando Banias (vedi video), due giovani donne. Anche loro volevano iniziare un trail in Israele. “Possiamo camminare con voi?” ci chiesero a Kibbuz Dan. “Potremmo dormire su questo campo sportivo e partire domattina”. Questa era la loro idea. “Vorremmo profittare della frescura della sera e partire subito” abbiamo risposto noi. Così accadde che cominciammo a camminare alle sei di sera, assieme a Yaara e Reut. Il giorno dopo abbiamo dovuto fare un piccolo cambiamento di percorso perché a Reut stava finendo l’acqua. Ora riusciamo a capire perché, ai margini di un parco naturale, ci sia scritto di portare almeno dai tre ai cinque litri di acqua a persona. Altri viatori ci avevano detto di aver trasportato più di otto litri di acqua a persona.

Al nord i percorsi nella natura sono spinosi, di tanto in tanto, ma assolutamente bellissimi (vedi video). A volte facevamo fatica ad andare avanti perché ai bordi della strada vi erano sempre delle cose interessanti da vedere. Non riuscivamo quasi a smettere di guardare un arcobaleno (vedi video) prima di salire sul monte Arbel, proprio nel posto in cui il “trail di Israele” e quello di “Gesù” si sovrappongono. Un’altra volta invece avevamo osservato come un millepiedi si svegliava e come metteva in moto tutti i suoi piedini. Assolutamente unico! Siamo contenti di doverci occupare solamente di due piedi. Durante il primo pezzo di strada abbiamo chiesto ad altri viatori che scarpe avessero utilizzato per arrivare da Elat al nord. Delle buone scarpe sono un buon investimento. Per quanto riguarda il tratto che ormai si trova alle nostre spalle, è stato un vantaggio avere delle scarpe impermeabili. Ma, a causa delle temperature esorbitanti di Israele, sudiamo in queste scarpe più di quanto vorremmo. Invece di provare delle nuove scarpe o dei sandali, abbiamo deciso di cambiare ogni ora le nostre calze. E fino ad adesso è andata abbastanza bene. L’altra settimana però i nostri piedi si sono potuti riposare un poco perché abbiamo fatto una “pausa turistica” nell’albergo Beit Yedidia. Con la macchina siamo andati a visitare un paio di luoghi, che sono interessanti dal punto di vista biblico, e una coppia che ha potuto sperimentare la preservazione di Dio in una maniera particolare (vedi video). Abbiamo trovato il Nazareth Village molto interessante poiché lì viene mostrato in modo diretto di come la gente viveva e lavorava ai tempi di Gesù (vedi video).

Per noi era stato molto interessante notare che, esattamente dopo dieci mesi dalla nostra partenza a Basilea, abbiamo potuto guardare in direzione di Cana, essendo vicini a Nazareth. Proprio a Cana Gesù aveva compiuto il suo primo miracolo a un matrimonio trasformando acqua in vino. Ci ricordiamo di molti miracoli che abbiamo sperimentato finora durante il nostro viaggio. Già prima del viaggio Marianne e Werner ci avevano prestato la loro macchina proprio al momento giusto, Christine, Katja e Rahel ci avevano aiutato tutto il giorno con le pulizie e l’imballaggio e Fredi, Walter e Marianne e anche altri a trasportare i mobili. La lista dei nomi di tutti gli altri che ci hanno aiutato riempirebbe un paio di pagine. Avevamo regalato un tavolo al Ländliheim a Basilea. In cambio ci avevano fatto dormire da loro la notte prima della partenza. Annemarie riesce a entusiasmarsi davvero per “baratti” di questo tipo. Un pranzo per le pulizie, un taglio di capelli per aver curato i bambini o leggere per un’ora in cambio di un mazzo di fiori. Una sorella al Ländliheim ci aveva fatto sapere che avrebbe comprato il primo libro, se avessimo deciso di scriverne uno. Anche se ogni tanto ci incoraggiavano a scrivere un libro, eravamo ancora indecisi. Anche una casa editrice aveva già provato tre volte a convincerci ma volevamo finire il nostro viaggio prima di decidere se buttarci a capofitto in questo “progetto – libro” oppure no. Mentre stavamo scalando il monte più alto sul quale siamo saliti in Israele, ci venne in mente come avrebbe potuto essere questo progetto. Il fatto particolare era che proprio in quel momento eravamo coperti da una nuvola. Nel nord ci avevano detto che in questo periodo dell’anno non potevamo più aspettarci delle nuvole. Ma Dio ci ha “regalato” una nuvola proprio nel momento in cui stavamo scalando il monte Meron. Il Suo tempismo è imbattibile!

Questa è una cosa che abbiamo sperimentato anche quando, un paio di mesi fa, avevamo ricevuto un invito per il 20° anniversario della chiesa Karmel a Haifa. Non riuscivamo quasi a credere quando abbiamo raggiunto il punto più alto del monte Karmel proprio al pomeriggio di questa grande festa. È interessante notare che, durante la festa, eravamo seduti di fronte ad una svizzera (vedi video), il cui desiderio era di poter parlare della fede con qualcuno nella sua lingua madre. Per Dio niente è impossibile.

Lunedì mattina partiremo da Karmel e faremo l’ultimo tratto del nostro percorso. Non possiamo certo non condividere con voi il salmo 92, che è stato letto durante la festa sul monte Karmel: È bello rendere grazie al Signore e cantare al tuo nome, o Altissimo. Come sono grandi le tue opere, Signore. (Salmo 92: 1 e 5)

Hanspeter und Annemarie

P.S. A chi piacerebbe ricevere una cartolina da Gerusalemme può mandarci una mail senza scrivere un commento a: Obrist@BaselJerusalem.info

Altri Link:

Homepage: www.BaselJerusalem.info

Foto: http://baseljerusalem.wordpress.com/category/fotos/

Video: http://www.youtube.com/user/BaselJerusalem?feature=mhum#g/u

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