Babam Tsciftsci

maggio 30, 2011

Maggio 6, 2011

I padri sono importanti. È una cosa della quale non abbiamo mai dubitato. Ma non avremmo immaginato che i nostri padri ultraottantenni avrebbero avuto un ruolo così importante durante il nostro viaggio verso Gerusalemme. Quando Hanspeter voleva comprare una scheda telefonica per soli 10 euro, il venditore gli aveva chiesto: „ Per favore scriva il nome di suo padre in questo spazio”. Paese che vai, usanza che trovi. Sembra che in Turchia il lavore del padre di Annemarie sia molto importante. Un po’ di tempo fa una donna ci venne vicino e ci chiese in inglese: “Da dove venite?”. Annemarie rispose: “Dalla Svizzera. Babam Tsciftsci.“ Non è che riuscissimo a parlare con scioltezza la lingua locale ma Annamarie padroneggia questa espressione turca già da un po’. “Mio padre è un agricoltore”, vorrebbe dire la frase. La donna alzò il pollice per indicarci il suo entusiasmo, sorrise e tornò contenta dalla mucca che stava custodendo. Abbiamo inserito queste parole nel nostro vocabolario quando abbiamo fatto una foto. Di solito Annemarie chiede il permesso di fare delle immagini, ma a volte non è possibile farlo anche con tutte le foto istantanee. Un uomo, che stava lavorando nel suo campo, non reagì molto positivamente quando vide la fotocamera. Proprio in quel momento ci venne incontro un uomo. Annemarie gli chiese: “Parlate inglese, tedesco o italiano?”. „Italiano“ rispose. „Mio padre è un agricoltore, per questo ho fatto una foto di quest’uomo”. Dopo aver sentito la traduzione un sorriso illuminò il volto dell’uomo fotografato e si sentì sollevato. “Babam Tsciftsci” – ci dovevamo per forza ricordare questa espressione. Da allora, più volte al giorno, diciamo questa espressione a qualcuno: “Babam Tsciftsci” e dopo averlo pronunciato raccogliamo molta comprensione e, non raramente, un sorriso radioso. A volte le persone indicano il nostro zaino e ci dicono che è troppo pesante. “Babam Tsciftsci” e già annuiscono comprensivi. Ma ad un poliziotto questa frase non era bastata. Voleva anche sapere se avevamo l’abitudine di bere molto latte a casa. “Sì, la mattina e la sera”. Solo allora annuì e sembrava soddisfatto. Dopo averci offerto del Cay (un tipo di tè), ci fece alcune domande. Poi, di punto in bianco, ci chiese: “Passaporti, prego”. Ci siamo accorti che i motivi per offrire un Cay possono essere molto diversi. A volte viene fatto per vera ospitalità. Altre invece, solo per vederci da vicino e scoprire qualcosa su di noi. Abbiamo già sperimentato che le cose dette vengano poi raccontate ad alta voce e facciano il giro della strada. Al più tardi quando qualcuno attraversa la strada e poi tutti si girano verso di noi, ci rendiamo conto di cosa sta succedendo. Ogni tanto bambini e adolescenti ci chiedono: “Da dove vieni? Come ti chiami? Soli, soldi”. Mentre altri cercano di convincerci a prendere, oltre al Cay, tutto un menù nel ristorante o venderci qualcosa del loro negozio.

Un menù che ci piace osservare mentre viene preparato, è il Börek (vedi Video). Visto che di giorno il clima diventa sempre più caldo, partiamo sempre prima e spesso senza fare colazione. Dato che, dopo una o due ore, cominciamo ad avere fame, mangiamo un Börek, o una zuppa calda con dell’insalata, o spesso del pane, a volte anche con dello yogurt. Ci sembra quasi che il nostro padre celeste si occupi anche di darci abbastanza vitamine. Qui ci sono molte serre (vedi Video) e la vendemmia è in pieno svolgimento. Durante il nostro viaggio sulla zona costiera, quasi ogni giorno ricevevamo frutta o verdura: cetrioli, fragole, banane, avocado, arance, limoni, Yeni Dünyas, more di gelso e anche altri ortaggi.

Una volta un piccolo camion si fermò proprio davanti a noi. Una donna e un bambino scesero ed esaminarono i nostri zaini. Allo stesso tempo due giovani corsero dalla cabina di guida del camion al retro e ci offrirono otto cetrioli ciascuno. “Prendete!”. “Grazie, grazie, ma è troppo. Non possiamo portare così tanto“ . „No, no… dovete prenderli“. „No, sono troppo pesanti“. Ma gli uomini erano già saltati di nuovo sul camion e partiti. Veramente avevamo in programma di pranzare più tardi, ma abbiamo pensato che sarebbe stato meglio mangiare il nostro pane con i cetrioli già adesso, per alleggerire il peso. Con dei gesti e della mimica abbiamo più volte cercato di lasciare alla donna un paio di cetrioli. Ma non voleva proprio saperne. Così abbiamo riempito i nostri zaini, ognuno con due cetrioli da una parte e tre dall’altra. Non abbiamo visto altra possibilità che lasciare il resto sulla panchina. Solo pochi passi dopo un’auto si fermò davanti a noi e il guidatore voleva sapere verso dove eravamo diretti. Abbiamo cominciato a parlare ed eravamo sorpresi quando Dario ci raccontò che lui, con la sua famiglia, per molti anni aveva viaggiato per tutto il mondo. I figli studiavano grazie a dei corsi per corrispondenza. Di tanto in tanto Dario lavorava per tre mesi per guadagnare un po‘ di soldi. Solo ora sono costretti a diventare sedentari per un po’ in modo che i figli possano frequentare l’università. Ci invitarono a venirli a trovare in Francia. Alla fine siamo anche riusciti a dare gli altri cetrioli a questa famiglia, che fino ad oggi è sopravvissuta senza cellulare. Capirono subito che non saremmo riusciti a portarci dietro tutti quei cetrioli. Dal canto nostro eravamo contenti poiché Dio ci aveva dato così tanto che abbiamo anche avuto l’occasione di regalare a qualcun altro un po’ della nostra abbondanza.

Ci meravigliammo molto quando, tre giorni dopo, Paul e Monika, che avevamo incontrato a Selcuk, si fermarono accanto a noi con il loro camper. Un avvenimento speciale in questo caso era anche che, solo poche curve prima, avevamo incontrato una donna sul bordo della strada che, mentre diceva “gusa, gusa”, ci riempì di tanta frutta, che non saremmo riusciti a mangiare da soli. Ancora una volta abbiamo potuto condividere le nostre cose con gli altri e Paul e Monika impararono così anche il nome di un tipo di frutta a loro sconosciuto. Per noi incontri del genere non sono coincidenze.

Ancora una volta ci regalarono dei cetrioli, in un negozio dopo aver comprato dei succhi di frutta. Gli abbiamo messi nei nostri zaini e due ore dopo mangiammo una gustosa zuppa. Era la prima volta che non ci avessero servito anche dell’insalata. Così ci ricordammo dei cetrioli e ci meravigliammo di come Dio si era di nuovo occupato che nel momento giusto avessimo degli ortaggi. Questi sono per noi degli integratori importanti da mangiare con il pane bianco che, per i nostri gusti, risulta un po’ attaccaticcio. Noi lo chiamiamo “piegapane” visto che si riesce a piegare così bene e mettere nello zaino senza problemi. Ci rallegriamo ogni volta quando nelle città troviamo del nutriente pane integrale.

Quando siamo stati ospitati da Heidi, proveniente dalla Germania, ha sfornato per un noi un meraviglioso pane integrale. L’avevamo conosciuta la domenica di pasqua in chiesa. In quel giorno abbiamo riflettuto molto su una conversazione fatta con una giovane turca ad Antalya (vedi Video). “Perché si chiama domenica delle palme?” ci chiese. Hanspeter le spiegò che Gesù, la settimana prima di venir crocifisso, entrò a Gerusalemme sul dorso di un asino e tutti gridarono: “Hosanna!”. Oltre a ciò agitavano dei rami di palma e li misero per terra lungo il cammino di Gesù. (Matteo 21). “Ho passato tutta la mia infanzia in Germania ma nessuno mi ha mai spiegato perché si festeggia la pasqua, sapevo solo che vengono nascoste le uova”. L’affermazione della donna ci diede da pensare. Tranne che in alcuni posti turistici, qui anche nei villaggi più piccoli proclamano attraverso degli altoparlanti il credo. E in Europa non si parla nemmeno della festa più importante del cristianesimo.

Siamo contenti che, durante il nostro viaggio, abbiamo molto tempo per parlare con Gesù. Lui aggiunge colore alla nostra vita. Sperimentiamo anche che ci sono diversi avvenimenti che rendono colorata la nostra vita. Proprio come un tessuto che diventa più bello se si aggiungono dei colori diversi tra loro (vedi Video). A volte ci stupiamo delle nuove e inaspettate scoperte. Per esempio un po’ di tempo fa, ci siamo resi conto di avere qualcosa in comune con le capre: anche noi deponiamo ai bordi della strada le cose che troviamo in mezzo alla carreggiata (vedi Video).

Il nostro padre nei cieli ci ha benedetti grandemente, dentro e fuori. Vorremo ringraziare di tutto cuore Lui, i nostri padri terreni e le nostre madri, coloro che pregano per noi e coloro che ci sostengono finanziariamente!

Vi auguriamo una primavera piena di colori

Hanspeter und Annemarie

Homepage: www.BaselJerusalem.info

Foto: http://baseljerusalem.wordpress.com/category/fotos/

Video: http://www.youtube.com/user/BaselJerusalem?feature=mhum#g/u

Notizie dei media: http://www.obrist-impulse.net/html/medien.html

Radio Life Channel (ERF Schweiz) del 27. April 2011 http://www.lifechannel.ch/artikel/13743.html programmi precedenti: http://www.lifechannel.ch/life_channel-programm-serien-reise_nach_jerusalem.html

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Una Risposta to “Babam Tsciftsci”

  1. Musik Says:

    Terribly well written piece of writing


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