Punto di svolta

maggio 17, 2011

20.04.2011

Per tutta una giornata, nelle montagne turche, credevamo di avere le cose sotto controllo.  Almeno 4 persone ci avevano confermato che il cartello pubblicitario era corretto e che l’albergo, distante 31 km, era aperto. Ci capita ancora di credere a dei fatti solo perché sono stati messi per iscritto. E questo nonostante in Grecia avessimo sentito spesso la frase: “Non credete a tutto quello che c’è scritto su internet”.  Una volta arrivati a destinazione ci aspettava davvero un albergo, ma uno che cadeva quasi a pezzi. Così abbiamo deciso di chiedere per uno spazio riparato per la nostra tenda. Abbiamo cominciato a discutere ma ogni nostra proposta creativa veniva respinta. Alla fine ci avevano permesso di dormire nel giardino, sotto il portico del bar. Un albero, che era situato proprio in mezzo, non ci permetteva di piantare la tenda ma, nei nostri caldi sacchi a pelo, speravamo di superare bene la notte fredda e piovosa.  Ci era sembrata la soluzione migliore. Dato che volevamo partire presto il giorno seguente e siccome il cibo che ci eravamo portati dietro per la tappa sulle montagne avrebbe potuto essere insufficiente,  decidemmo di mangiare ancora qualcosa in un ristorante che era ancora aperto.  Visto che eravamo gli unici clienti, stavamo sotto la continua osservazione di tutto il personale, che discuteva insieme tutto il tempo, proprio come stavamo facendo noi.

Anche durante le nostre camminate discutiamo molto, al momento sulla vita di Paolo. Di come all’inizio fosse un accanito perseguitatore di cristiani. Poi, a Damasco, attraverso l’incontro con Gesù, la sua vita cambiò completamente (Atti degli apostoli 9) e cominciò a raccontare in ogni luogo che Gesù era il Messia atteso dai Giudei. Ad Antalya abbiamo noleggiato una macchina e così seguito le orme dei primi viaggi di Paolo. Proprio a Perge (vedi Video) dovette superare una delusione, visto che Giovanni Marco non voleva più viaggiare con lui ma tornare a Gerusalemme. Ad Antiochia (vedi Video) ci siamo resi conto che Paolo e Barnaba erano stati esortati a parlare ma poi vennero perseguitati e scacciati, non per motivi teologici ma per pura invidia. Dovettero fuggire anche da Iconio (vedi Video). Lì la gente voleva lapidarli. E a Lystra (vedi Video) accadde un fatto che ha dell’incredibile: gli invidiosi delle città di Antiochia e Iconio li seguirono fino a Lystra, sollevarono il popolo contro Paolo e lo lapidarono. Solo poco tempo prima Paolo aveva guarito uno zoppo, e lui e Barnaba dovevano battersi per non venir adorati come divinità. Così velocemente una situazione si può ribaltare. I sassi erano ormai stati lanciati e tutti credevano che Paolo fosse morto. Ma si rialzò e, il giorno seguente andò con Barnaba a Derbe (vedi Video). Anche se si è in forma, camminare sulle montagne turche costa un sacco di energia ed è quindi un grande miracolo che Paolo sia riuscito a fare un percorso del genere dopo una lapidazione. A Derbe non ci avevano colpito la verde collina senza scavi archeologici o le basse temperature, che stavano attorno ai  2 gradi ma la decisione di Paolo.  Come sarebbe stato facile per lui andare direttamente a Tarso, dopo tutte le persecuzioni e i dolori passati. Abbiamo chiamato “Punto di svolta di Derbe” la sua decisione: dare la precedenza alla fortificazione degli altri credenti, tanto che prese su di sé la possibilità di nuove persecuzioni e tornò indietro.

Da Derbe siamo andati verso il centro della Turchia e abbiamo visitato le meravigliose formazioni delle rocce a Cappadocia (vedi Video). Abbiamo ammirato le fantasiose abitazioni, chiese (vedi Video) e le città sotterranee profonde fino a dieci piani (vedi Video) scavate da mano umana nella roccia. Spesso ci stupiamo della creatività di Dio nella sua creazione e l’uso che l’uomo ne ha fatto. Ci hanno anche colpito le molte chiese e cappelle, ben conservate. I cristiani perseguitati non solo trovarono rifugio nelle città sotterranee ma furono anche implicati nelle loro espansioni. È un grande regalo che la buona novella di Gesù riuscì a resistere a tante persecuzioni. La pecora, che viaggia con noi da ormai otto mesi, ci ricorda sempre di nuovo che Gesù è l’agnello di Dio che toglie i peccati dell’uomo (Giovanni 1,29). Anche Gesù dovette soffrire molto. Vennero addirittura pagate delle persone che diffondessero delle menzogne sulla sua resurrezione (Matteo 28: 12-13). Quanto è bello che a pasqua possiamo festeggiare la vittoria sulla morte, anche se quest’anno ci mancava la tradizionale torta di pasqua.

Ma ora torniamo alle montagne della Turchia. Allora… eravamo seduti a cena controllati a vista dai dipendenti e ci aspettava una notte fuori ad un clima invernale quando la situazione prese una svolta improvvisa. Ci venne offerta una stanza, nella quale avremmo anche potuto dormire gratuitamente. Eravamo così grati che gli regalammo il coltellino da tasca, che ci eravamo portati dietro fin dalla Grecia. Un giorno più tardi Annemarie diede via la sua camicetta verde più “involontariamente” per una semplice disattenzione. Ma anche la perdita di qualcosa può portare ad una nuova esperienza. La sera poi abbiamo incontrato il nostro primo turco a una stazione di benzina a 1500 metri sopra il livello del mare. Questo capì subito che non avevamo bisogno di altro che di un posto riparato dal freddo e dalla pioggia. In Grecia e in Turchia la parola “camminare” sembra essere praticamente sconosciuta. Spesso le persone parcheggiano le loro macchine sulla strada direttamente davanti al negozio, come se sembrasse impossibile camminare quei metri fino al parcheggio. Forse per questo spesso non riescono a comprendere il nostro viaggio. Ma Mustafa ci servì alla stazione di benzina un tè caldo, ci mostrò la costruzione senza intonaco di un ristorante e ci permise di mettere lì la nostra tenda. Il giorno dopo siamo riusciti a camminare velocemente, nonostante piovigginasse. Il fatto che siamo riusciti a percorrere 240 km in queste montagne in soli 7 giorni è per noi un piccolo miracolo.

Ora ci aspettano delle nuove sfide. Le strade che vanno verso est purtroppo non sono dritte. Le strade piene di curve, che raggiungono delle altezze notevoli, ci risparmieranno una visita alla sauna. Con questi presupposti ci costa un po’ riprendere i nostri zaini, dopo il nostro viaggio in macchina. Una cosa positiva è che ora possiamo definitivamente dire addio ai vestiti invernali e quindi anche il peso che dobbiamo portare diminuisce. Per noi è un grande regalo che ad Antalya, presso Lea e Paul, abbiamo la possibilità di riordinare tutti i vestiti e lavarli tutti. È incredibile di quali cose si possa gioire quando ci si trova in una situazione diversa.

Vi auguriamo delle bellissime giornate

Hanspeter e Annemarie

Homepage: www.BaselJerusalem.info

Foto: http://baseljerusalem.wordpress.com/category/fotos/

Video: http://www.youtube.com/user/BaselJerusalem?feature=mhum#g/u

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